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Anita e la setta dei padroni del tempo

Pubblicato da Vittoria Tomasi in narrativa · 2/4/2014 22:24:48
Tags: AnitaelasettadeipadronideltempoVittoriaTomasifantasystoriaanitagaribaldi


Brasile, 1964. Anita, una ragazza che vive in un villaggio della foresta amazzonica, è tormentata da un sogno ricorrente: navigare in mezzo ad un paesaggio grigio e cupo accompagnata da un uomo di cui riconosce solo una folta barba e la camicia, rosso sangue. Per soddisfare la sua curiosità si reca, a insaputa della nonna, da Shamuna, la vecchia veg-gente del villaggio, che le dà appuntamento per la mattina seguente. All’alba però, la ragazza troverà la postazione della veggente vuota: di quella vecchia non c’è più traccia in tutto il villaggio. Da quel momento in poi, inizieranno per Anita una serie di avvenimenti concatenati che la porteranno a viaggiare migliaia di chilometri per scoprire il proprio de-stino e il significato di quel sogno. La partenza improvvisa della nonna e il ritrovamento di un portagioie segreto, la condurranno in un percorso fatto di mille avventure e pericoli: l’incontro con l’uomo dalla gamba di legno, lo scontro con Polak e la sua ciurma e l’attraversata dell’oceano Atlantico faranno scoprire ad Anita nuove verità sulla sua famiglia e sulla storia finora conosciuta. Riuscirà la ragazza a portare a termine la missione per cui è stata “prescelta” da generazioni? Sarà davvero lei a riportare al mondo “la luce” dopo la fitta nebbia di bugie in cui è stato avvolto per secoli? Ce la farà, con l’aiuto dei suoi compagni di viaggio, a terminare l’opera di distruzione di un’antica e potente setta iniziata un secolo fa? Si prepara per la giovane protagonista uno scontro con uno dei colossi più forti e temibili di tutta Venezia: la Setta dei Padroni del Tempo.  


RECENSIONE ANITA E LA SETTA DEI PADRONI DEL TEMPO

Noi italiani siamo un po’ tutti scrittori e poeti. Un tempo eravamo anche santi e navigatori.
Oggi di santo è rimasto ben poco, mentre di navigatori ce ne sono sempre di più, via internet.
Parliamo e scriviamo tanto, troppo. E leggiamo sempre meno.
Forse aveva ragione Borges, immaginino intellettuale e mistico della lettura, quando sosteneva che l’uomo è quello che legge e non ciò che scrive.
Vittoria Tomasi, parla e scrive il giusto, l’essenziale. Legge molto e ascolta.
Ha la passione della scrittura e per questo, ancor giovanissima, ha deciso di fare la giornalista.
Le sue note, puntuali e prive di fronzoli, potete leggerle quasi ogni giorno, sul Resto del Carlino.
Giornalista e adesso anche scrittrice.
Io ho avuto il privilegio di leggere per primo questo suo racconto, che lei ha tenuto chiuso nel cassetto per un po’ di tempo. Finalmente, dopo aver tanto insistito, ha ceduto.
Il titolo fa pensare subito al mondo magico della stregoneria. E invece è un viaggio in cui magia, avventura, epopea, intrigo e mistero si fondono e si confondono.
Vittoria sa districarsi bene nell’intreccio narrativo, evitando di trasformarlo in qualcosa di ridondante. Anche i dialoghi tra i protagonisti sono brevi e precisi.
Insomma, si legge tutto d’un fiato. Vittoria ha superato a pieni voti il suo primo test da scrittrice.
So che non si fermerà qui e che saprà trasformare il suo giornalese in stile letterario, narrativo e ci riuscirà eccome.
Sarà per lei come schiacciare la palla nel campo avversario e guadagnare il punto-partita. Lei è anche una innamorata della pallavolo.
Tornando al libro, i tre ingredienti che lo sostengono sono la fantasia, l’avventura e il sogno.
A ben guardare non è poco, perché rappresentano il sale e l’essenza della letteratura.
Le peripezie e le avventure della giovane Anita, che un giorno incontrerà un principe, anzi un generale davvero speciale, a nome Giuseppe Garibaldi, avvincono il lettore, che si troverà come in un labirinto. Per uscirne è semplice: bisogna continuare a leggere fino in fondo, seguendo una sorta di filo di Arianna.
A un certo punto il sogno diventa realtà o, se volete, la realtà diventa sogno.

Un racconto magico, fantastico e intrigante, così come è magica, fantasiosa, dolce e carina l’autrice.
Un racconto che tutti leggerete, magari la sera, prima di consegnarvi tra le braccia di Morfeo e sognare.

Luciano Boccaccini





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